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RICCARDO DIONISI: è nato un poeta! In evidenza

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Sabato, Settembre 05, 2015 21:12

Molti anni fa, nella Biblioteca di Santa Marinella, assistei all’esordio di Riccardo con la presentazione del suo primo romanzo, “Danni irreparabili”, in ricordo di suo padre: “musa ispiratrice, luce del suo cammino, angelo della sua vita ”.

            Fui colpito da questa presentazione molto diversa dalle altre, tanto da aver custodito gelosamente l’invito - che sembra essere stato stampato ieri – e la copia di cui lui mi fece omaggio con una bella dedica. Nella presentazione si leggeva: fin dall’adolescenza Riccardo manifesta la sua vocazione per l’attività letteraria, scrivendo poesie e racconti con una originalissima interpretazione delle inquietudini del suo mondo interiore, e in prefazione aggiungeva: questo romanzo lo dedico anche a me, alla speranza di un futuro che, nonostante la sfiducia, spero sia roseo e privo di ostacoli, a volte così difficili da superare.

             Non so come sarà il futuro di Riccardo, perché lui - classe 1977 – di futuro avanti a sè ne ha ancora tanto, ma l’essere arrivato a pubblicare il suo secondo libro - stavolta sotto l’egida della Musa Calliope - è sicuramente un buon auspicio.

            Si tratta di una originale raccolta di poesie di genere introspettivo, o meglio intimo, secondo uno stile “postmoderno”, che supera la classica antologia poetica. Al fondo di queste poesie soggiace l’angoscia di chi si trova a vivere in questa Italietta dall’eterno presente, che ha distrutto il passato e non riesce a immaginare quel proprio futuro che prima o poi arriverà e sarà totalmente diverso dall’oggi. In questo eterno presente fatto dei soliti ‘personaggetti’, di sceneggiate sgangherate messe in scena quotidianamente su TV e giornali, e di quel mondo dei Social Media, sempre più in preda al “ morbo del KKK: Kopia inKolla e Kondividi ”, dei tanti che per paura di pensare un pensiero, trovano più comodo copiare ciò che altri hanno pensato per loro, Riccardo offre - a chi riesce a staccare lo sguardo dallo schermo - magici momenti di riflessione e silenzio, per guardare in noi stessi ed il mondo che ci circonda.

             La poesia a volte però fa qualche scherzetto sia al poeta che al lettore, fatto il totale risultano essere 54, in realtà sono 55 perché se si legge con più attenzione l’indice, esso stesso è una poesia:

Solitudine

Lo sguardo

Spirale d’amore

Sogno

Brivido

Solo per un istante

Allargare le braccia

Onda

San Valentino

Sguardo

La finestra della vita

       Verso dopo verso il lettore avverte la nostalgia e la sofferenza di Riccardo che, non riuscendo a rassegnarsi, guarda all’indietro, cercando di afferrare gli ultimi scampoli di quel passato che ormai non c’è più. A questa sofferenza si unisce l’angoscia verso il nuovo che lui non riesce a intravvedere ma teme, perché sa che prima o poi arriverà e niente sarà come prima. E’ in questo travaglio tra il vecchio e il nuovo che avvengono le sue visioni poetiche.

            Riccardo è di fronte al guado non sa se tornare indietro o saltare verso l’ignoto.

Le sue poesie, come delle istantanee, danno l’idea degli attimi in cui pare che tutto si sia all’improvviso fermato, e il “nostro Poeta” si trova in un momento critico; uno di quei momenti critici di passaggio, quali la nascita, la maturità o la morte, che nell’antichità si superavano con un insieme di riti, che oggi abbiamo smarrito.

       Il suo cammino poetico inizia nel buio, nello smarrimento: “Solitudine, vuoto, ferita …”, lungo lunghi percorsi oscuri e tortuosi, ma verso la fine, alla fine nelle ultime poesie, ci accorgiamo che lui ritrova se stesso: “Il vento, Volare e Il Giullare” e intravede luce, gioia e la speranza.

            Siano dunque questi versi l’occasione per ciascuno di noi a preparare “ nuove vie e raddrizzare i sentieri ”, visto che siamo di fronte all’esaurimento delle culture e non si vede nascere un pensiero nuovo, noi che siamo tutti immobili, fissi su un presente che si cerca di rabberciare in qualche maniera, ma non con il senso della profondità dei mutamenti. Non è catastrofica questa visione, è realistica; non è pessimista, la speranza non vien meno. La speranza che attraverso vie nuove e imprevedibili la poesia ci indichi la strada verso un mondo diverso, un pochino più vivibile. Aspettatevi delle sorprese ancora più grosse e più globali e dei rimescolii più totali, attrezzatevi per tale situazione. Convocate delle giovani menti, come Riccardo, che siano predisposte per questo e che abbiano, oltre che l’intelligenza, il cuore.

Livio Spinelli

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