Lunedì 16 Dicembre 2019

Riceviamo e pubblichiamo dal consigliere Eugenio Trani del Movimento Civico Ladispoli Città, inerente l’annullamento della delibera sugll’organismo di revisione della Flavia Servizi srl. In evidenza

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Venerdì, Maggio 04, 2018 16:39

l Sindaco di Ladispoli, ormai, confonde la burocrazia con il Codice Civile. Già nel settembre scorso avevamo parlato del delicato tema del passaggio, nella Partecipata Flavia Servizi srl, dal Collegio al Revisore Unico.

Inoltre, la scorsa settimana, attraverso un video, avevamo reso pubbliche le nostre perplessità sulla delibera di consiglio comunale portata ieri all’attenzione dell’Aula Fausto Ceraolo.

Un consiglio quantomeno “rocambolesco”, caratterizzato da un nuovo modo d’intendere le modalità di gestione dell’Aula, per via soprattutto di una sospensione dei lavori di oltre 50 minuti. Utile a ricucire, almeno nei numeri, un’evidente spaccatura della maggioranza che governa Ladispoli ma completamente inefficace sul piano del confronto democratico nonché poco rispettosa dei cittadini intenti - in aula e da casa - a seguire i lavori del consiglio.

Tornando al tema centrale, con l’atto adottato ieri dal Consiglio, viene annullata la delibera con cui - di fatto - si revocava il Collegio dei Revisori per istituire la figura del Revisore Unico. “Indietro tutta”, verrebbe da esclamare, ma non è finita qui.

La Camera di Commercio, ha sospeso per dieci giorni la pratica (inoltrata a Marzo 2018) inerente questo cambio di passo dell’organismo di revisione della partecipata, basato sulle dimissioni di un componente  dei revisori in carica. Pratica che - con buone probabilità - dovrebbe essere respinta per mancanza di giusta causa nel riconoscimento della decadenza dell’organismo stesso.

La Flavia Servizi srl, infatti, è una società di capitali e non dovrebbe essere difficile per il Sindaco Grando capire che - anche se partecipata interamente dal Comune di Ladispoli - in qualità di società a partecipazione pubblica è sottoposta alle norme contenute nel Codice Civile (come precisato dal D.lgs. n.175 del 2016). Tali norme, lo ricordiamo al Primo Cittadino, prevedono che i Sindaci (revisori) restino in carica per tre anni e che possano essere revocati solo in presenza di giusta causa. Cosa che in questo caso sembrerebbe proprio venir meno. 

Dove è l'errore, chiediamo quindi a tutti quelli che hanno partecipato alle assemblee della Flavia del  31.10 e del 19.12 (Sindaco dell' Ente, Assessore al Bilancio, amministratore unico, Segretaria Comunale, Responsabile del controllo analogo)?

A nostro avviso è che non può essere considerato sufficiente motivo di revoca il solo atto d’indirizzo che il consiglio comunale ha adottato riguardo il cambiamento dell'organo di revisione. Insomma, la scelta arbitraria di passare da tre componenti a un solo revisore, non basta a decretare la decadenza del Collegio stesso. 

In alternativa a questo goffo tentativo, sarebbe bastato aspettare la scadenza naturale del Collegio dei Revisori per sancirne la fine ed optare per il Revisore Unico. Questo lo dice l’ordine dei Dottori Commercialisti, di cui faccio parte, e che fornisce le linee guida in materia.

Ci sarebbero altri dubbi da sollevare dopo aver analizzato l’atto approvato dal Consiglio di ieri sera mediante una votazione a cui, se presenti in Aula, non avremmo preso parte. 

Atto che produrrà, a nostro avviso, una lunga catena di interrogativi di legittimità sui provvedimenti adottati dalla Partecipata nei mesi intercorsi tra l’istituzione del Revisore Unico e la revoca di ieri sera.

 

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Ultima modifica il Venerdì, 04 Maggio 2018 16:51