Mercoledì 21 Novembre 2018

PD – Ladispoli Città – Governo Civico – Progetto Legalità – Si può fare - Casa del Popolo - LeU - Onda Popolare Ladispoli - Italia In Comune: VIA ALMIRANTE, MOBILITAZIONE CONTRO IL SINDACO GRANDO : “OFFENDE LA DEMOCRAZIA E LE VITTIME DEL FASCISMO” In evidenza

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Venerdì, Giugno 29, 2018 15:45

Il Sindaco di Ladispoli, Alessandro Grando, ha annunciato che intende proporre l'intitolazione di una via della città a Giorgio Almirante, considerato che a Roma questa proposta è stata respinta.


Quello che a Roma è stato annullato, perché ritenuto offensivo per la Storia dell'Italia democratica ed antifascista, viene quindi riproposto a Ladispoli - città storicamente multietnica - come se niente fosse accaduto. Anzi, viene annunciato subito dopo i fatti di Roma forse per passare da primo della classe. Un Sindaco che a dispetto della sua anagrafe rivela un carattere nostalgico che non conoscevamo. Lo sguardo rivolto all’indietro dentro un quadro amministrativo che non brilla come promesso in campagna elettorale. Che fa oltre a voler passare come primo della classe? Distoglie l’attenzione dai veri problemi della città? Non legge il Sindaco quanto scritto sui social da parte di molti cittadini? Conosce inoltre il sindaco la circolare del Ministero dell’Interno del 10 febbraio 1996, n. 4? Vogliamo ricordare che si intitolano luoghi a persone che nella loro vita hanno onorato valori condivisi, hanno lottato per la democrazia e la libertà, hanno portato lustro al luogo dove sono nati, hanno ampliato la conoscenza e la cultura dell'umanità. Di Giorgio Almirante - ex Repubblica di Salò e leader indiscusso dell’allora MSI - si ricorda, purtroppo, il ruolo come caporedattore della rivista " Difesa della razza": esaltazione del razzismo e dell'antisemitismo negli anni trenta e conseguente appoggio alle leggi razziali del 1938. In base a quelle leggi scellerate migliaia di ebrei italiani furono schedati e gli elenchi furono consegnati ai nazisti per la deportazione nei campi di sterminio. E di Almirante si ricorda la firma sotto il manifesto che nel 1944 ordinava ai giovani italiani di consegnarsi ai tedeschi, per continuare una guerra terribile e ingiusta. Chi non si presentò ai comandi tedeschi e fu catturato fu poi fucilato. Di tutto questo Almirante non chiese mai pubblicamente scusa, né ammise mai di aver sbagliato, nemmeno dopo la legge di amnistia che nell'immediato dopoguerra Togliatti e De Gasperi vollero per aprire per tutti una nuova pagina nell'Italia liberata. Quali sarebbero quindi i meriti di Almirante, chiediamo al-sindaco? Non pensa che la sua proposta offenda la memoria di tutti gli italiani vittime delle leggi razziali e delle stragi perpetrate dai nazifascisti dopo l'8 settembre del 43? Come considera l’offesa alle vittime delle leggi razziali per mano di un regime dittatoriale e autoritario dove probabilmente a molti dei nostalgici di oggi non sarebbe nemmeno stato possibile parlare? Stragi che colpirono anche il nostro territorio con la fucilazione, tra tanti altri, di Salvo D'Acquisto e di Pietro Fumaroli, sulla cui lapide quest'anno per la prima volta, non è stata apposta la corona commemorativa. Con quale speranza i giovani possono guardare al futuro e alle Istituzioni? Questa è la realtà! Invitiamo il sindaco a ritirare la sua proposta e ad impegnarsi su temi che uniscano la città: le divisioni e le polemiche servono solo ad allontanare la soluzione dei problemi reali, oltre ad essere un enorme passo indietro nella coscienza storica del nostro Paese e nello specifico di Ladispoli. Potrebbe dedicare il tempo suo e della macchina amministrativa per risolvere i veri problemi della città e dei cittadini, tutti, anche di quelli che non lo hanno votato ma che comunque rappresenta in quanto Istituzione.

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