Mercoledì 23 Ottobre 2019

LADISPOLI NEL CIELO DELLE FRECCE TRICOLORI In evidenza

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Lunedì, Luglio 30, 2018 14:59

Meno cinque, quattro, tre, due, uno: “Andiamo su su su” E’ questo l’ordine che impartisce il comandante delle Frecce Tricolori quando inizia il volo verticale.

A Palo Laziale e su tutto il lungomare di Ladispoli un coro di “Oh” ha fatto da cornice ai passaggi incrociati degli aerei del 313° Gruppo di Addestramento Acrobatico provenienti da Pratica di Mare. Frecce scoccate da un arco invisibile, scagliate verso il cielo azzurro della città che intanto festeggiava i suoi primi centotrenta anni di vita. Emozioni a non finire per i tantissimi bambini che, nel fine settimana, sono rimasti attoniti nell’ammirare le evoluzioni delle varie pattuglie che hanno compiuto volteggi incredibili. Al termine dello spettacolo i piccoli si sentivano già al comando di un jet, elaboravano le virate, disegnando le geometrie chiudendo la mano a forma di aereo, facendola ruotare su e giù, di qua e di là come se avessero una cloche da usare e un’ala da innalzare.

Fumate tricolori hanno oscurato il sole indomito, il vento le spazzava via ma subito dopo una nuova acrobazia rimetteva le cose a posto e il tricolore tornava a splendere nel cielo.

“Arrivano dalla vostra destra le Frecce, da sinistra appare il solista” annunciava la speaker dell’Aeronautica Militare, e via a incroci spettacolari e pericolosissimi. Un paio di metri, la distanza tra le ali delle Frecce, emozioni mozzafiato a ogni passaggio. La pattuglia acrobatica nazionale ha concluso l’Air Show di Ladispoli, ma prima della loro veloce comparsa alle spalle degli spettatori, lo spettacolo aereo non era stato da meno. Un susseguirsi di velivoli ha preso la scena: elicotteri, ultraleggeri, eurofighter e anche un aereo fuori dal tempo, un biplano che ha partecipato alla seconda guerra mondiale nel 1941, tuttora molto efficiente. Presenti anche elicotteristi ladispolani che prestano la loro opera a favore della locale protezione civile. Decine di migliaia di persone hanno assistito a manovre aeree eleganti, frutto della disciplina dei piloti, un aspetto prioritario in questo contesto dove tutto deve essere perfetto. Sincronismi assoluti che hanno dato vita a manovre e virate improvvise, mentre il vento schiaffeggiava i cuori trafitti appena disegnati dalle pattuglie aeree. Sulla display line di Palo si sono susseguiti volteggi e figure e anche il passaggio di un confuso gabbiano che è apparso e schizzato subito via quando il rombo di tuono dei due eurofighter ha fatto vibrare cielo e terra, orecchie e cuori di chi assisteva allo spettacolo.

L’Air Show è stata soprattutto una festa che potrebbe essere riproposta il prossimo anno a Ladispoli. Non sarà facile perché le richieste di esibizioni sono tante e le Frecce ne sfoggiano solo una dozzina l’anno. Chissà?! Intanto, comincia il conto alla rovescia. Trecentosessantacinque, trecentosessantaquattro, tre, due…

Fabio Bellucci

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