Giovedì 13 Dicembre 2018

Riccardo Agresti: la cultura ha le ossa rotte a causa dei mancati finanziamenti e non per mancato uso esclusivo di una sala mensa In evidenza

Vota questo articolo
(0 Voti)
Sabato, Settembre 22, 2018 9:45

 ( riceviamo e pubblichiamo) Ho appena ascoltato su Centromareradio, dalla voce dello stimatissimo assessore (e scrittore) Marco Milani, la bellissima notizia che ora, pur nei tempi tecnici del bando, l’auditorium “Massimo Freccia” verrà a breve restituito alla fruizione dei cittadini di Ladispoli. La cultura ha quindi uno spazio in cui mostrarsi.

Quello che noi chiamiamo “Auditorium Massimo Freccia” in realtà è un vero e proprio teatro professionale, strutturato come tale con possibilità di utilizzare vere scenografie, sipario, luci, quinte eccetera, un luogo che, se ben gestito, incrementerà la cultura a Ladispoli. La sala polifunzionale, chiunque può osservarlo, non permette un uso professionale per spettacoli dal vivo teatrali o di danza, perché è senza possibilità di inserire vere scenografie e nemmeno un sipario, senza contare che ha un’acustica pessima ed è anche impossibile oscurare le vetrate. Può essere utile solo per compagnie amatoriali (oltretutto con una capienza massima di 99 posti perché sembra priva di certificazione anti incendio. Ora l’assessore ha dichiarato che <<Dopo un grande e lungo lavoro siamo riusciti a risolvere ed ora procederemo con un bando di gara alla ricerca di privati che siano disposti a investire per restituirlo ai ladispolani.>> quindi il Massimo Freccia può essere la tanto auspicata “casa del teatro e della musica” che tutti vogliamo e poiché la sala polifunzionale è sempre stata a disposizione di chiunque la avesse voluta usare, non è vero che “la cultura ne esca con le ossa rotte” (come affermato da Milani), ma sorgono due domande: quale è la reale necessità di avere la sala polifunzionale con unica funzione? Anche questa struttura si vuole assegnare ad un privato? La sala polifunzionale, tutti abbiamo letto i documenti della ASL (che il Sindaco ha affermato di non avere mai visto ma che ho diffuso a tutti i genitori) può tranquillamente funzionare la mattina da mensa e la sera da teatro amatoriale (non certamente professionale). La sala viene infatti liberata ogni giorno alle 15.00, le strutture necessarie per lo spettacolo possono essere tranquillamente montate e restare in loco, cioè sul palcoscenico (luogo inaccessibile ai bambini e ragazzi). Togliere tavoli e sedie e il rimetterle si effettua (io lo ho fatto con due docenti dopo una recita natalizia dei bambini) in meno di 5 minuti. La sanificazione è tranquillamente effettuabile la mattina prima dell’ingresso degli inservienti (intorno alle 11.00) come sempre fatta, quando è stata veramente fatta; non mostra angoli o strutture architettoniche irraggiungibili è un rettangolo la cui sanificazione richiede meno di 30 minuti. Ovviamente non saranno certamente gli attori che dovranno sanificare gli spazi, ma una ditta regolarmente pagata con parte degli incassi e non chiamando una sola persona anziana bisognosa di qualche euro che “sanifichi” alla bella e meglio. In ogni caso la pulizia va prevista o si sta pensando di lasciare la sala senza nemmeno effettuare pulizie fino al prossimo spettacolo?

Un altro punto non chiaro è la frequenza di uso della sala polifunzionale per “avvenimenti” culturali: quante volte, durante l’inverno, ci saranno realmente esibizioni “serie” nella sala polifunzionale? Sappiamo bene che le scuole ne usufruiranno tranquillamente, se lo faranno, solo nel periodo natalizio o a fine anno scolastico, mentre le associazioni in genere sono pronte per gli spettacoli in estate: nel resto dell’anno la sala polifunzionale, senza la mensa, resterà vuota come le 11 aule della Ladispoli 1 rimaste inutilizzate per le mancate iscrizioni?

Ricordo che da sempre la Melone si è fatta da parte ed i bambini hanno momentaneamente mangiato altrove quando è stato necessario lasciare libera la sala per qualsiasi motivo in realtà non più di una volta l’anno in 9 anni di mia direzione.

Se la cultura ha le ossa rotte a causa della mancanza di finanziamenti da parte del Comune e anche gli ospiti dei ragazzi della Melone di elevata rilevanza culturale abbiamo dovuto ospitarle nella nostra piccola sala teatro perché la sala consiliare è per noi off limits, qualcosa non torna: ogni settimana compaiono nuove motivazioni per togliere l’uso per refezione scolastica alla sala polifunzionale, cito a memoria incompatibilità (falso come dichiarato dalla ASL), problemi strutturali (inesistenti o il sindaco sarebbe un potenziale assassino), teatro comunale (impossibile strutturalmente per acustica e conformazione) … insomma sembra proprio che l’Amministrazione navighi a vista senza alcuna competenza né reale capacità progettuale culturale (non a causa dell’assessore Milani, che ce la mette tutta, ma di altri assessori che dovrebbero fare altri mestieri).

Infine credo vada fatto notare a Milani che non si tratta di scegliere fra la pancia dei bambini e la cultura perché nel Polifunzionale la cultura c'è già in quanto, oltre alla possibilità mai negata di uso da parte delle associazioni (l’importante è che puliscano un grande spazio rettangolare privo di impedimenti), la scuola è cultura e forma i cittadini che domani andranno al cinema, ai concerti, a teatro. Non è che nel Polifunzionale la scuola voglia aprirvi una rosticceria.

Riccardo Agresti

 

Share |
Ultima modifica il Sabato, 22 Settembre 2018 09:49