Giovedì 21 Novembre 2019

ALLA CORRADO MELONE, SI PARLA DI LADISPOLI E I LUOGHI DEL CINEMA In evidenza

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Venerdì, Novembre 08, 2019 8:27

 

Il giorno 29 ottobre abbiamo scoperto che in passato la nostra città, Ladispoli, ha svolto un ruolo da protagonista come luogo prescelto per realizzare molti film, oltre trenta. Infatti, con la nostra classe II M e accompagnati dalla professoressa Pascucci, ci siamo recati in Sala Teatro per assistere, insieme ad altre classi dell’Istituto ad un incontro molto interessante

su Ladispoli e i luoghi del cinema con l’ex Sindaco, il dott. Crescenzo Paliotta, il quale con semplicità e chiarezza ci ha introdotto il tema, parlando di cinema con passione. Questo suo amore autentico traspariva chiaramente dai suoi racconti, trasmettendolo anche a noi ragazzi. Ci ha raccontato che fin da piccolo amava il cinema e ci ha spiegato che a quei tempi era tradizione andare ogni domenica al cinema per guardare un film.

Abbiamo visto numerosi spezzoni di film, alcuni a colori ed altri in bianco e nero. Personalmente siamo rimasti colpiti nel vedere una foto del castello di Palo imbiancato dalla neve (foto che ha vinto un premio), nel vedere Torre Flavia quando ancora era intatta. Il nostro ospite ci ha spiegato che c’è stato il rischio che scomparisse inghiottita dal mare; successivamente, grazie alla protezione degli scogli sistemati intorno all’edificio, è tornata ad essere sulla terraferma e ancora oggi possiamo ammirarla, sebbene piuttosto malconcia.

Come giustamente ha detto l’ex sindaco Paliotta, esperto e cultore di cinema, Ladispoli non doveva essere così brutta se molto spesso è stata utilizzata come set cinematografico. Il dottor Paliotta ci ha raccontato che il bosco di Palo è stato scelto per ambientare il Paradiso Terrestre, nel film “La Bibbia” di John Huston; scelta condivisibile, perché la vegetazione ricca e selvaggia del bosco fa pensare proprio a un paradiso, un luogo incontaminato e puro (anche se a questo aspetto non ci avevamo mai pensato). Per girare la scena del Paradiso Terrestre e del peccato originale, tra gli animali che furono portati per l’occasione, c’era anche un serpente che scappò e non fu mai più ritrovato. Per realizzare le scene di questo colossal sono state importate anche molte piante esotiche e fu realizzato un laghetto dove Adamo si specchiava.

Durante l’incontro sono stati citati grandi registi come Roberto Rossellini, Vittorio De Sica, Dino Risi e attori famosi che hanno recitato nelle pellicole girate nel territorio di Ladispoli tra cui Vittorio Gassman, Alberto Sordi, Anthony Quinn o anche personalità locali tra cui Corrado Melone, cui è intitolata la nostra scuola.

Mentre scorreva sotto i nostri occhi il film dal titolo “Ladispoli e i luoghi del cinema” il dott. Paliotta ha effettuato brevi interruzioni per fornirci alcuni elementi o approfondimenti e rivelarci alcune curiosità. Molto toccante è stata la sequenza tratta da “La grande guerra”, girata nel Castellaccio di Monteroni. I due protagonisti Gassman e Sordi nel film hanno interpretato due soldati mediocri, sfaticati, imbroglioni e vigliacchi, che alla fine, però, si riscattano e muoiono da eroi.

Per un realizzare un altro film, ovvero “Jolanda, la figlia del corsaro nero”, fu costruito un galeone spagnolo di dimensioni reali, ormeggiato davanti al Castello di Palo. L’imbarcazione poi diventò rifugio e occasione di gioco per i bambini della zona. Alcune scene ritraggono Torre Flavia, l’antica torre di avvistamento, completamente circondata dal mare; altre ancora ci mostrano Piazza Marescotti, con un aspetto così diverso da come è ora; un’altra sequenza di un famoso film in bianco e nero era stata girata sul lungo mare di Ladispoli. La via Aurelia, nel tratto alberato tra le due attuali uscite per Ladispoli, è stato il set de "Il sorpasso".

Tra i tanti lavori cinematografici, nel 2008 Ladispoli fu scelta per girare alcune scene de “La siciliana ribelle”, la storia vera di una ragazza che ha voluto combattere contro la mafia usando la sua libertà.

Grazie agli spezzoni dei film abbiamo notato un grande cambiamento nella nostra città e nel territorio. Abbiamo capito perché nella zona vicino alla Torre la sabbia è chiara e non nera come nel resto del territorio di Ladispoli: per contrastare il fenomeno dell’erosione della costa fu portata sabbia proveniente da altre zone del litorale.

La domanda di una nostra compagna di classe, Benedetta, ha offerto lo spunto per riflettere sul tema della cinematografia; dalle parole del nostro ospite abbiamo compreso che per il cinema italiano c’è stato un periodo d’oro, a partire dall’esperienza del Neorealismo; gli studi di Cinecittà erano il secondo produttore di film dopo Hollywood. Oggi la situazione è cambiata… Noi ragazzi usiamo piattaforme come Netflix che ogni giorno propongono tantissimi film: trovarne è uno italiano è anche troppo…

Paliotta ha proseguito rispondendo così alla domanda: “Non sono un critico cinematografico, la storia cambia e c’è stato un momento in cui la cinematografia italiana ha raggiunto un picco e i registi italiani venivano considerati maestri del cinema, tra cui ricordiamo Rossellini e De Sica; chi voleva studiare cinematografia doveva studiare approfonditamente il cinema italiano. La cinematografia italiana è stata quindi ai vertici del mondo. C’è qualcuno che ha definito il cinema la settima arte; se ci pensate bene è vero: c’è la musica, ci sono le parole e ci sono le immagini, non c’è nessuna arte che riesce a mettere insieme tutte queste cose. Si può uscire dalla sala di un cinema piangendo, ridendo o commossi, in confronto a un libro che si legge da soli, il cinema è un momento in cui ci si emoziona tutti insieme”.

All’incontro era presente anche Angelo Bella, un esperto di montaggio, che ci ha fatto riflettere sulle nuove tecnologie utilizzate nel cinema. “Avete presente l’ultima scena del film La Grande Guerra? Lì c’erano mezza Ladispoli e mezza Cerveteri, ogni soldato è una persona reale; in confronto agli anni ’50 ora quella scena si potrebbe realizzare con un centesimo della spesa perché si può duplicare una stessa persona con il computer. Vedete come la tecnologia è entrata prepotentemente nel cinema? Fino ad arrivare al film Trecento, un film storico in cui tutte le persone sono realizzate interamente col computer. Una cosa che rimane così fredda, mentre nelle scene de La grande guerra ogni persona è reale. Pensate che fatica per il regista organizzare tutta quella scena...”. Sicuramente fare cinema oggi è più semplice perché si usa il computer, per realizzare molti effetti e anche per creare scene di massa.

Dopo questo intervento Paliotta ha ripreso il discorso: “Mi è piaciuto molto l’applauso spontaneo che avete fatto alla fine della scena del film di Monicelli, infatti l’interpretazione di Gassman viene considerata uno dei momenti più alti della sua carriera. Quella sfrontatezza, quando dice: <<Ah sì, avete scommesso sugli Italiani? Ora vi faccio vedere io chi sono gli Italiani!>>. Gli Austriaci avevano scommesso che gli Italiani avevano paura di un fucile puntato; non avevano fegato e avrebbero rivelato dove si trovava il ponte di barche”. Ma il soldato, interpretato da Gassman, per dimostrare appunto di avere fegato non rivelò la posizione e lo fucilarono; nella scena successiva anche l’altro prigioniero, interpretato da un grande Alberto Sordi, dice di non sapere nulla, di essere un vigliacco, ma in realtà non lo è: muore anche lui da eroe, fucilato anche lui in modo spietato. Un grandissimo film che fa capire, senza retorica, la brutalità della guerra.

L’ex sindaco ha detto che si possono spiegare tantissimi argomenti scolastici attraverso la visione dei film, quindi il cinema va rivalutato anche per questo ma soprattutto perché fa rivivere situazioni in modo realistico e trasmette molte emozioni al pubblico che assiste in maniera collettiva.

Dopo questa bella osservazione l’incontro si è concluso.

Quest’appuntamento culturale ci ha fatto riflettere sul mondo del cinema, facendo notare molti altri aspetti come ad esempio la collettività delle emozioni e la differenza tra i lungometraggi degli anni ’50 e ’60 e quelli di oggi, ci ha fatto vedere chiaramente le differenze tra il cinema di una volta e quello di oggi. Quello “più antico” forse rendeva i racconti più “veri”, più realistici, mentre oggi il cinema ha la fortuna di avvalersi di tante tecnologie che perfezionano e ricreano ambienti, luoghi, immagini e personaggi, ma tutto questo a volte può coprire e appiattire l’atmosfera e le emozioni delle scene veramente vissute da attori in carne ed ossa e delle ambientazioni create in modo “artigianale”. Dopo questo incontro abbiamo qualche strumento in più per capire e ammirare allo stesso tempo ciò che vediamo quando siamo davanti al piccolo schermo o quando andiamo al cinema.

Adesso, quando accenderemo la televisione o guarderemo un film sul grande schermo, sicuramente lo faremo con occhi diversi!

Inoltre possiamo dire di aver scoperto un nuovo aspetto della nostra città; sicuramente quando gireremo per le vie di Ladispoli ci sentiremo un po’ protagonisti di un nuovo film, in cui mostrare ancora una volta le meraviglie della nostra terra.

È stato veramente molto particolare riscoprire Ladispoli attraverso il cinema italiano, anche perché non sapevamo che nei film potessero essere presenti scene girate in luoghi che conosciamo così bene, ma ai quali forse non abbiamo dato mai molta importanza.

È stata una mattinata davvero interessante e sarebbe bello proseguire in questo percorso, per approfondire ulteriormente il tema, oppure vedere alcuni dei film girati a Ladispoli. Peccato, però, che i gradini della nostra sala teatro non sono molto comodi…

Manuel Bosco, Samuele Di Gravio, Giordano Gesmundo, Benedetta Gulli, Marco Pergola, Rachele Ramadù, Carola Rovedi, Susanna Simoncini, Michele Spinelli 2M

 

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Ultima modifica il Venerdì, 08 Novembre 2019 16:36