Lunedì 1 Giugno 2020

Filippo Moretti: Abbiamo sperato invano che un impeto di ladispolanità li avrebbe indotti a prendere posizione contro una Regione, amministrata dai loro stessi amici di partito, che ormai da mesi tenta in ogni modo di imporci un commissario In evidenza

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Mercoledì, Gennaio 29, 2020 22:08

Un’opposizione annacquata Martedì sera, in consiglio comunale, ne abbiamo sentite di tutti colori: con motivazioni diverse e fantasiose

i consiglieri di opposizione Ascani, Pierini, Trani, Palermo e Ciampa si sono astenuti dal votare una importante mozione sull’acqua pubblica che può tutelarci in caso di trasferimento del nostro servizio idrico.
Abbiamo sperato invano che un impeto di ladispolanità  li avrebbe indotti a prendere posizione contro una Regione, amministrata dai loro stessi amici di partito, che ormai da mesi tenta in ogni modo di imporci un commissario incaricato di gestire il passaggio ad Acea.  
Invece, di fatto, facendo mancare il loro voto, hanno tolto forza ad un documento che serve a rivendicare i diritto dei ladispolani di continuare a gestire in proprio ed in maniera efficiente un servizio idrico che tanti comuni ci invidiano. Erano visibilmente imbarazzati per non aver tenuto fede all’impegno, preso in diverse commissioni nelle quali avevano giurato e spergiurato che avrebbero fatto corpo con tutto il Consiglio Comunale, al di là delle appartenenze politiche. Eppure alla fine si sono sottratti, accampando scuse e pretesti.  Ma un comportamento del genere era nell’aria; già dai primi incontri in commissione, da loro non abbiamo ricevuto alcuna proposta costruttiva e nemmeno hanno ritenuto di dover inserire quelle idee, che ora manifestano a posteriori, nella mozione votata ieri sera e che avevano ricevuto con largo anticipo.
Ma andiamo per ordine. Ciampa ha sostenuto che non si arrende, minaccia azioni plateali e manifestazioni di piazza che, pur condivisibili, non aiutano perché ad atti formali si risponde con atti formali, altrimenti arriva il commissario.
Trani, anche per conto di Palermo, dopo essere fugacemente apparso in qualche commissione ed avere sonnecchiato per tutta la durata del consiglio comunale, al momento del voto ha sostenuto che non si rassegna a questo destino e così decide di non decidere, senza considerare che, in assenza di atti concreti, la Regione, in cui amministrano consiglieri ed assessori a lui vicini, è pronta ad affondarci. Un comportamento evanescente, come è sua consuetudine, ma anche un po’ meschino quando si spinge ad ipotizzare che ciò che accadrà in futuro sarà unica responsabilità dei consiglieri che hanno votato la mozione.
Ma il comportamento più assurdo/ridicolo è quello dei consiglieri Ascani e Pierini che, supportati dal dream-team della locale sezione del PD, cercano di giustificare un’astensione che arriva dopo una serie di brutte figure, figlie di pressappochismo, incapacità e dictat di partito. Il loro assessore regionale, dal quale sono più volte andati in udienza sul problema, tira dritto per la sua strada e, nonostante il nostro sindaco gli abbia dimostrato che il Comune di Ladispoli non intende sottrarsi all’esito delle sentenze, continua ad inviare lettere minacciose. Se questo è l’esito dei loro pellegrinaggi, per il futuro allora sì è bene che si astengano… ma dall’andare a mendicare buoni uffici a chi non li ascolta. Le considerazioni che leggiamo nel loro ultimo comunicato sono un insieme di falsità ed approssimazioni. Nessun comune ha fino ad oggi evitato il commissariamento perché ha adottato una delibera di consiglio nella quale dichiara di voler aderire al proprio ATO. Meno che mai dovremmo farla noi, proprio per evitare di conferire senza alcuna trattativa il nostro servizio idrico ad Acea. Semmai una delibera si voterà, sarà quando avremo concordato una convenzione per noi soddisfacente. Insomma, tra ieri ed oggi consiglieri e circolo PD sono stati protagonisti di una gara di arrampicata sugli specchi per giustificare la loro astensione dal voto e per essersi supinamente piegati agli ordini di partito, dimenticando di essere ladispolani!

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