Mercoledì 26 Febbraio 2020

M5S LADISPOLI: Comunicato sulla manifestazione per l'acqua pubblica In evidenza

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Giovedì, Febbraio 13, 2020 21:30

Nei prossimi giorni, se non oggi stesso, al Consiglio regionale del Lazio verrà discusso e messo in votazione l'emendamento del M5S che potrebbe tecnicamente disinnescare  il passaggio del Servizio Idrico Integrato di Ladispoli dalla gestione di Flavia ad ACEA-ATO2

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L'emendamento presentato dal nostro portavoce Devid Porrello inserisce nella Legge regionale 5 del 2014, un comma di tutela per i Comuni che, come Ladispoli, sono in "gestione provvisoria" del servizio idrico consentendo di continuare a gestire direttamente il servizio sino "all'individuazione degli ambiti di bacino" quindi al superamento degli ATO (ambiti territoriali ottimali). 
 
Il punto potrebbe sembrare di poco rilievo invece consentirebbe al nostro Comune di riprendere la battaglia legale contro la Regione con una possibilità concreta di interrompere le procedure della consegna del SII. Almeno per un tempo che consenta alla nuova legge nazionale sull'acqua pubblica di mettere un freno alla speculazione sulla distribuzione dell'acqua potabile.
 
Questo è stato l'unico motivo che ha portato il M5S locale a votare a favore della mozione presentata il 22 Febbraio in Consiglio Comunale. Mozione che dando mandato al sindaco di provvedere ad una consegna "tutelata" del SII ad ACEA-ATO2 interrompeva il procedimento per il commissariamento ormai avviato dalla Giunta Zingaretti, mettendoci così a disposizione mesi preziosi per agire.
 
Adesso che abbiamo il tempo ci viene dato uno strumento per avere un azione efficace. 
 
Tutti i partiti politici presenti in Regione, ed in consiglio comunale, hanno l'occasione di dimostrare le loro vere intenzioni approvando l'emendamento e consentendo a Ladispoli di continuare a battersi per mantenere la gestione della propria acqua. Oppure potranno lasciar cadere questa opportunità e svelare senza margine di dubbio, ancora una volta, di essere a favore dei cittadini solo a parole ma di essere nei fatti asserviti, quando non complici, con chi specula sui beni primari e sui servizi pubblici.

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