Lunedì 1 Giugno 2020

UN CITTADINO UMANO: VIVERE I GIORNI DELLA PANDEMIA In evidenza

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Mercoledì, Aprile 08, 2020 6:41

In questi giorni di pandemia, ciò che ha preso piede in tutti noi è la sensazione di ansia, la paura del domani. La domanda che non riusciamo a toglierci proprio dalla testa è : Ma quando, tutto questo finirà?

Ce lo chiediamo tutti, noi nelle nostre case, nei pochi luoghi dove ancora possiamo fare comunità, dentro quel supermercato dove l'acquisto di una mela è diventato la cosa più pericolosa per il contatto con gli altri, ma la più libertina ed eccitante, perché in fondo un po' ci autorizza alla libertà...e.. dopo il conto... Eccolo lì, il temibile rientro in famiglia, andare al supermercato e rientrare a casa è diventato un po' come tornare in cella dopo l 'ora d'aria al regina coeli...non certo per i propri cari, ma per l' ambiente chiuso che ci toglie spazio. Poi... torni, leggi il giornale, guardi Facebook....E ti accolgono le notizie.
La morte, il dolore sono la costante degli ultimi tempi... Ma a me che la famiglia nn ce l' ho, quello che più mi addolora è leggere le critiche ai sanitari, e su tutto leggere che sono stati in tanti ad andarsene con questo maledetto virus.. allora mentre mi faccio la barba rifletto,  mi chiedo... Ma se fossi stato io al comando cosa avrei potuto fare, cosa avrei dovuto fare, quanti ne avrei potuti salvare?
E siccome Dio o chi per lui  non mi ha tolto il resto della razionalità, ma lasciato la  capacità del discernimento... mi sorrido e confesso che addirittura io che ho sempre avuto sogni di essere un gran manager, adesso non n vorrei proprio esserlo diventato... Non vorrei essere il Direttore di una ASL, di un ospedale, su tutti... io non vorrei francamente essere un medico e vi dirò sono pure contento di non essere un padre.. Che grosse responsabilità sono!
Già, perché da queste figure ci si aspetta che siano infallibili, che ciascuno di loro abbia soluzioni, che sfreghi la lampada magica e ad Aladino comandi le migliori azioni, risolutive... Nell'interesse comune.. Poi con lo sguardo sornione mentre mi lavo i denti mi ricordo che Aladino non esiste, e che per quanto a  un Direttore Generale , o ad un grande manager non sia quasi mai permesso sbagliare.
Mi viene in un mente una frase di mia madre... Rimani umano. Quindi ragiono, razionalizzo. Questa situazione è sfuggita di mano alle più grandi potenze del mondo, era inaspettata, sconosciuta, ciò nonostante è stata presa di petto, certo come in una guerra improvvisa, inaspettata non avevamo un esercito addestrato e purtroppo a cadere è stato il più debole e spesso chi è in prima linea...così mi chiedo: ma quale uomo responsabile di altri uomini agirebbe in modo inopportuno sapendo di mandare a morte   proprio i suoi soldati migliori?
Sarebbe un pazzo! Quale padre, quale grande manager perderebbe o metterebbe a repentaglio le sue migliori pedine, proprio quei sanitari che, diciamocela tutta, cinicamente spesso sono utili a raggiungere grandi obiettivi...
Allora mi chiedo perché tante critiche, tanto svilimento...a che  serve fare la guerra tra soldati dello stesso schieramento?
È vero abbiamo la paura, ma essa stessa genera confusione, fa più vittime del covid, tanto che  la mia sensazione di ansia aumenta il mio senso di smarrimento.... E allora ripenso  alla mia famiglia... Io che  non ce l'ho più ..pure perché, se i miei hanno tenuto duro sino all'ultimo è perché in questo tanto bristrattato ospedale me li hanno curati, me li hanno lasciati andare via  con rispetto e la dignità che si confà agli esseri umani. Così  mi sento in  dovere di dire la mia, di essere la voce fuori dal coro, di essere colui che nn critica... Perche' diciamocelo chiaro, so tutti bravi quando va bene tutto.
Io li ho visti tutti lavorare... Ve lo dico con il cuore siate fieri di questi, infermieri, siate fieri di questi dottori, abbiate fiducia nella giustizia se qualcuno avrà sbagliato la legge fara' il suo corso e  su tutto,proprio come in quella famiglia che ora tutti dovremmo essere restiamo umani, siamo protagonisti in bene, delle notizie che girano, siamo fieri fino a prova contraria del lavoro dei nostri sanitari e poi...
Per chi vorrà alla fine il teatro avrà le sue vedette, vocali, monologhi, biografie, ma adesso, sanitari, Dg, pazienti, uomini, donne restiamo umani, facciamo squadra, che a casa stavolta l'unico obiettivo da portare è la pelle. Forse voce fuori dal coro che a questa ASL a questi sanitari a quegli oss  non può far altro che dire grazie.
Ora non servono le polemiche serve la sopravvivenza di tutti. Medici per far guarire, giudici per fare giustizia, umanità per fare comunità.
Con gratitudine.
Un cittadino umano.
M. R.

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