Sabato 26 Settembre 2020

HO AVUTO LA FORTUNA DI CONOSCERE ALBERTO SORDI In evidenza

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Domenica, Giugno 14, 2020 15:09

Anch’io voglio ricordare l'indimenticabile "Albertone Nazionale"  che ho avuto il privilegio di conoscere.

La prima volta, da piccolino, (ma non ricordo granchĂ©) era il 1959, quando al Castellaccio dei Monteroni, dove sono nato, si girava " la Grande Guerra" A Lui piacevano tantissimo i panini con prosciutto e pomodori che mia Madre e mia Zia gli preparavano e vendevano (diceva sempre che erano troppo cari) La seconda volta nel 1988, quando al Ristorante di mia Zia Teresa ( la Pineta) a Palo Laziale, si giravano alcune scene di “Una botta di Vita”  Ricordo, che alcune settimane prima, su un noto quotidiano nazionale, usci una sua intervista, in cui Sordi, parlava malissimo di Ladispoli il tono era pressappoco questo: “da piccolo mi ci portavano per forza , mi faceva schifo la sabbia nera,” e tante altre cattiverie, insomma ne usciva un immagine (come spesso succedeva in quei tempi) di una cittadina da non frequentare. Questa cosa mi diede particolarmente fastidio, volevo intervistarlo e chiedergli spiegazioni su questa sua “insofferenza” per Ladispoli. La sorte mi aiutò, infatti, alcuni mesi dopo (avvisato da mia zia Teresa) seppi che si giravano alcune scene, alla Pineta, del Film “una Botta di Vita”, aspettai una Mattinata intera, alla fine durante una pausa riuscii ad intervistarlo, la prima cosa che gli chiesi (non vedevo l’ora) fu “ ma perchĂ© parli male di Ladispoli” e gli mostrai la pagina del quotidiano, ricordo che mentre leggeva velocemente l’articolo, il suo viso cambiò espressione e guardandomi negli occhi mi disse “ io queste cose non le ho mai ne scritte ne dichiarate” anzi di Ladispoli, ho dei ricordi bellissimi, della mia infanzia, e quando posso ci torno volentieri, si era poi ripromesso di chiamare il direttore del giornale, ma sinceramente non ne seppi piĂą nulla, rimasi comunque soddisfatto di quelle affermazioni che poi riportammo anche in radio,

Ciao Alberto, grazie sei nel cuore di ognuno di noi.

Luigi Cicillini

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