Venerdì 6 Dicembre 2019

riceviamo e pubblichiamo da comitato legalità

Martedì, Ottobre 28, 2014 14:37

L’Amministrazione Comunale di Ladispoli continua a mettere in atto azioni e decisioni, senza il necessario rispetto della trasparenza e della pubblicità richiesta dalle norme di legge. Questa volta tale atteggiamento di rivela nella gestione delle società partecipate.

In occasione dell’ultimo consiglio comunale, con un laconico comunicato del Sindaco, si è appreso delle dimissioni del presidente dell’azienda Ala Servizi, dopo sette anni ininterrotti, senza alcuna giustificazione, né (come sarebbe stato doveroso) con un indirizzo di saluto che accompagnasse il gesto, proprio nel rispetto della cittadinanza per la quale il servizio viene fornito. Non sappiamo se le dimissioni derivano da una scelta libera o necessitata e l’assenza di notizie certe, oltre ad avere alimentato legittimi sospetti, arreca un danno all’immagine della città, peraltro già compromesso da continue notizie poco piacevoli su vicende che riguarderebbero gli amministratori locali.

In aggiunta, da diverso tempo, corre voce, che il direttore della società Favia Acque, così come il presidente dell’Ala Servizi, abbia rassegnato le dimissioni dall’incarico e sia prossimo a lasciare la società. E ancora una volta, senza una motivazione che sia degna di essere resa nota ai cittadini.

Non si è in grado di avere conferma alcuna della notizia, proprio a causa del clima di oscuramento di fatti e situazioni, che non sono “riservati”. Al contrario, si tratta di vicende legate alla gestione di enti strumentali dell’amministrazione comunale a cui sono affidati importanti servizi quali la gestione dell’acqua pubblica, i tributi locali, il servizio scuolabus, le farmacie comunali, i parcheggi, ecc,

Il Sindaco, così solerte nell’inviare comunicazioni ai cittadini per richiedere l’aumento delle tariffe, necessarie per finanziare l’attività del Comune, non ritiene, invece, di dovere riservare lo stesso garbo per rendere le informazioni sullo stato dell’amministrazione. E così attivo nel produrre comunicati stampa che annunciano azioni legali a tutela dell’immagine, non si rende conto che dovrebbe dedicare lo stesso impegno alla trasparenza, proprio per evitare il danno all’immagine che potrebbe derivare per la diffusione di notizie non ufficiali.

Peraltro, la società Flavia Acque, solo nello scorso anno è stata oggetto (e lo è ancora) di una contesa sia con l’Amministrazione comunale, sia con il Consorzio di Marina di San Nicola, per svariate centinaia di migliaia di euro (che i cittadini dovranno finanziare), riguardo sia a lavori effettuati senza impegno contabile, sia alla fornitura di servizi prestati senza avere ricevuto l’atteso corrispettivo.

Per di più, in questo clima di confusione, generato dall’Amministrazione comunale, si assiste alla pubblicazione di uno “strano” atto denominato “Avviso pubblico per la ricostituzione del Consiglio di Amministrazione della società Flavia Acque“, con il quale, senza alcun riferimento alle ragioni che lo hanno determinato, si afferma seccamente che “si deve provvedere alla ricostituzione del Consiglio di Amministrazione”. Tutto? In parte? Ma soprattutto: perché? Non si sa e non si deve sapere!

Non ci deve riguardare: i cittadini sono utili solo a pagare le imposte, non a sapere come sono utilizzate le risorse e come sono gestire le società dell’amministrazione comunale. Non è proprio un atteggiamento corretto.

Il bando “irrituale” (link in fondo alla pagina), inoltre, si rivolge genericamente agli “interessati”, alla sola condizione che non siano incompatibili. Non vi è alcun riferimento ai requisiti richiesti, né agli elementi di valutazione (come la legge richiede), in base ai quali verrà effettuata la selezione, peraltro, concedendo soltanto una settimana di tempo dalla data di pubblicazione. E’ inutile dire che, con un bando così, ogni sospetto diventa legittimo.

E’ un trucco che già abbiamo visto e che, proprio per la società Flavia acque, lo scorso anno, ha portato alla pubblicazione di un bando “fasullo” che dopo avere raccolto 12 candidati, alcuni dei quali con più lauree, ha visto il Sindaco “prendere atto” (dice proprio così il suo decreto) dei curricula e nominare quale presidente della società proprio il candidato senza alcun titolo, con l’età più elevata e senza alcuna esperienza nella gestione di società pubbliche.

In questa circostanza, in presenza di un nuovo bando che offende l’intelligenza dei cittadini e manifesta disprezzo per le regole della trasparenza e della democrazia, vista l’indifferenza del Sindaco per questi temi, chiediamo al SEGRETARIO COMUNALE, nella qualità di Responsabile della prevenzione della corruzione, di volersi adoperare affinché si provveda a una nuova pubblicazione, integrando la motivazione con le argomentazioni mancanti, precisando il numero dei componenti che si intendono sostituire, comunicando i requisiti professionali richiesti, precisando i criteri di selezione.

Siamo certi che se l’Amministrazione comunale vorrà tornare sui propri passi, darà una prova di sensibilità e rispetto, sia verso le regole civili, sia verso i propri cittadini. Con un bando “reale” e aperto a persone in grado di dirigere un’azienda strategica per il territorio, consentirà a giovani e professionisti locali di potere partecipare realmente, senza il timore di concorre con personaggi senza arte né parte, meglio attrezzati, solo perché politicamente vicini all’amministrazione.

Ci farebbe piacere che l’Amministrazione comunale cogliesse l’occasione della ricostruzione del Consiglio di Amministrazione come una opportunità per giovani e professionisti, per avviarsi nel mondo del management pubblico locale. Sarebbe un ulteriore grave errore se questa occasione, ancora una volta, manifesterebbe un’amministrazione ripiegata su se stessa, impegnata solo alla distribuzione di posizioni.

Noi continuiamo a sperare che l’Amministrazione comunale possa ravvedersi.

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