Giovedì 27 Febbraio 2020

Riccardi Agresti:Una piccola riflessione sulla festa delle castagne della scuola Corrado Melone

Mercoledì, Novembre 05, 2014 8:59

Solidarietà ha come suo significato principale l’impegno a favore del prossimo, che si esprime in uno sforzo attivo e gratuito teso a sostenere chi abbia bisogno di un aiuto. Far parte di una società civile, in cui tutti siamo uguali davanti allo Stato, obbliga ciascuno di noi ad una sorta di contratto secondo il quale ognuno deve contribuire al benessere degli altri attraverso la gestione dello Stato, altrimenti si avrebbe l’anarchia nel senso deteriore del termine. In generale lo Stato è obbligato a garantire i servizi fondamentali per la crescita della società di cui facciamo parte, ad esempio offrendo scuole per l’istruzione, ospedali per la salute, polizia per la sicurezza, tribunali per la giustizia eccetera

. Questo avviene scegliendo, tramite concorsi pubblici, le persone da impiegare in questi servizi e fornendo loro i mezzi economici per lavorare al meglio possibile ed in maniera uguale per tutti. Lo Stato ovviamente non può stampare banconote a volontà (salvo ribassarne il valore) per cui, per reperire i fondi per remunerare chi lavora, deve chiederli a tutti i cittadini i quali usufruiscono, di volta in volta, dei servizi citati. Servizi simili sono offerti anche da istituzioni private, ma queste, ovviamente, sono gestite da singole persone che devono trarne un guadagno e quindi i loro servizi sono conseguentemente, a parità di capacità gestionale, o più costosi o meno buoni, se non entrambi. Tuttavia le cose non funzionano perfettamente proprio perché lo Stato non esiste di per sé, ma è gestito da persone elette dai cittadini. Evidentemente queste persone trovano un chiaro tornaconto ad essere rielette perché le loro scelte, molto spesso, non sono basate su idee miranti al benessere di tutti o al miglioramento della società, ma sono decisioni che cercano solo consenso in base ai risultati dei sondaggi, cioè agisce solo come vuole la “pancia” del popolo. Per chiarirsi, se prometto più scuole, più ospedali, più sicurezza, più giustizia, perderò il voto di chi non ritiene l’istruzione importante, di chi sta bene e non immagina che potrebbe servigli un ospedale efficiente, di chi odia polizia e carabinieri perché ha paura di loro, di chi ritiene che essere “furbi” sia meglio che essere onesti. Se invece prometto meno tasse, e magari le riduco anche, avrò in tasca le prossime elezioni ed il prossimo governo sarà mio. Ridurre le tasse è facile: a parte il dover rispettare le direttive europee contro le quali le furbizie italiane non funzionano, posso ridurre gli sprechi licenziando chi non lavora (ce ne sono tantissimi, ma purtroppo sono quelli assunti con concorsi truccati o per favorire qualcuno che mi assicura un certo numero di voti e comunque mi troverei contro tutti i sindacati) oppure riducendo i finanziamenti ai servizi.

Non so per quale motivo la scuola non riceva più i finanziamenti che aveva fino a 20 anni fa, ma fatto sta che se vogliamo assicurare una didattica efficiente per avere in futuro dei cittadini consapevoli, cioè una didattica divertente, avvincente, interessante che stimoli curiosità nei nostri giovani, occorre fare di più delle semplici lezioni in classe e siamo costretti a chiedere aiuto ai genitori. Chiediamo cioè una sorta di autotassazione per qualsiasi attività extra svolgiamo a scuola (per non parlare dell’acquisto dei gessetti, dei detersivi, della carta igienica dei palloni per lo sport eccetera). Ma se una famiglia è poco abbiente e non può permettersi di pagare l’uscita didattica per il figlio, o la visita al museo, o per fargli assistere ad un concerto di musica classica o ad uno spettacolo teatrale, come fare per pagargli la quota necessaria?

La soluzione è venuta in mente a tre genitori della nostra scuola che hanno deciso di gestire un fondo “amico” dei bambini più poveri per permettere loro di essere uguali a tutti gli altri. Questi intraprendenti genitori hanno organizzato feste a pagamento i cui introiti vanno a questo fondo che serve poi a pagare le quote dei bambini e ragazzi più poveri.

L’ultimo atto di solidarietà si è espresso con la “festa della castagna” che ha visto gli spazi scolastici aperti per l’intera giornata di un sabato per accogliere docenti e genitori che si sono autotassati per acquistare ottimi panini ed incrementare il fondo a disposizione dei più bisognosi.

È giusto allora ringraziare quanti si sono adoperati con passione alla buona riuscita della festa, sia come fruitori che come attori.

Fra questi ultimi il ringraziamento più grande va al presidente del Consiglio di Istituto, Signor Domenico Papagno, che ha fortemente voluto questa festa e si è adoperato con passione nel trovare gli sponsor, portare gazebo e barbecue di sua proprietà, organizzare la scaletta e cucinare alla griglia ottime salsicce ed eccellenti arrosti.

Un grande ringraziamento va alla maestra Anna Maria Di Biasio ed ai “suoi” bambini” che hanno iniziato la loro esibizione con un sentito inno nazionale, per poi deliziare i presenti con canzoncine e poesie visibili sulla pagina face book ufficiale della scuola.

Un altro grandissimo ringraziamento va alle studentesse Sara Politi, Martina Gulli, Ilaria Melone ed Alessandra Naspi che hanno aiutato fattivamente nella vendita degli oggetti per beneficienza.

Un meritatissimo ringraziamento va ai coniugi Politi che hanno organizzato il banco della riffa.

Un enorme ringraziamento va alla professoressa Robertazzi che ha messo a disposizione il materiale e realizzato stupendi “gioielli” messi in vendita a favore del fondo amico.

Gratitudine e ringraziamento ai signori Romano per il laboratorio di riciclaggio e quello di Cape Canaveral Space Centre, alla Signora Alessandra Squillace per il laboratorio di trucchi e la famiglia, al Signor Cattaruzza per il laboratorio di oggettistica, al professor Nicola Sorbo per la mirabile organizzazione del percorso motorio, al signor Simone Politi “fotografo ufficiale”, alla Signora Elisa Pace, insieme ai bambini, per la creazione di collane e manufatti realizzati con la carta, alla maestra Giovanna Caligiuri che ha preparato i cartelli.

Ancora un grazie ai docenti che hanno partecipato alla festa: professori Maggi, Radicchi, Gambino, Riccio, Romano, Di Girolamo, Lantieri, Iazzetta e Sambucini.

Un immenso grazie va alle mamme che hanno preparato primi piatti o dolci squisiti, che hanno poi anche dovuto comprare per poterli assaggiare.

Ringraziamento di cuore e l’ammirazione vanno ai Signori Colangiuli Angelo, Gesmundo Francesco e Sollo Ferdinando per la preparazione di panini e castagne; alle Signore De Filippo Marina, Zangari Paola, Sarmiento Principe Ermelinda e Agliati Daniela alla distribuzione. Senza il loro aiuto i banchi di vendita degli squisiti piatti e prezzi super scontati non avrebbero mai funzionato.

Infine un ringraziamento sentito e sincero va a tutti i presenti che hanno partecipato alla festa acquistando delle castagne enormi e ben cotte o partecipando alla riffa o comprando la bigiotteria o mangiando gli economici pasti o offerto denaro senza alcun ritorno, se non per il solo piacere di stare insieme e di aiutare quei ragazzi che non potrebbero partecipare alle molteplici attività scolastiche organizzate dalla scuola, solo a causa di motivi economici. La solidarietà vera, senza “se” e senza “ma” si è vista sabato scorso in tutte le persone presenti nello spiazzale della scuola per i quali non esistono differenze fra ragazzi benestanti e non.

 

Riccardo Agresti

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