Giovedì 25 Aprile 2019

La Scuola Corrado Melone, dalla Polizia di Stato

Sabato, Giugno 07, 2014 14:09

Questa mattina, davanti all’Istituto Comprensivo “Corrado Melone”, si è fermato un pullman della Polizia di Stato

ed ha caricato tutti i bambini delle sezioni “B” e “C” della scuola dell’infanzia, comprese le insegnanti, portandoli in caserma. Non si è trattato di un ulteriore passo sulla linea della severità della “Melone”, che ha ultimamente destato polemiche su una strategia didattica messa in atto già da ben 4 anni e che qualcuno ora non accetta solo perché non accetta che i propri figli abbiano sbagliato e siano stati redarguiti. Una strategia che ha permesso di fare in modo che oggi tutti i “meloncini” (allievi della “Melone”) possano sempre entrare a scuola sereni e sorridenti. Non si è quindi trattato di una “retata”, ma di una splendida iniziativa culturale promossa dalla Polizia di Stato a favore dei bambini e dei ragazzi. Stefania, la gentilissima e bella accompagnatrice, ha infatti scortato i bambini in caserma dove ad accoglierli non c’era non un severissimo comandante, ma dei simpatici poliziotti a 4 zampe con Claudio, il loro addestratore. La grande caserma all’ingresso di Ladispoli aveva l’aspetto di una organizzatissima fattoria ed il primo pazientissimo e simpaticissimo ospite che ha accolto i bambini è stato Drago, un enorme pastore tedesco che con un morso avrebbe potuto sbranare quattro o cinque bambini, ma che si è fatto sommergere da un nugolo di festanti piccini che lo carezzavano, lo coccolavano e lo abbracciavano. Drago ha dimostrato ai bambini la sua fedeltà a Claudio, il quale ha spiegato come ci si deve comportare con i cani che si trovano nei giardini del vicino (in cui magari è sfuggito un pallone) o come comportarsi con il proprio cane. Non serve, anzi è deleterio e pericoloso picchiare il cane che abbia fatto una marachella, ma occorre rimproveralo come avrebbe fatto sua madre, cioè pendendolo per la collottola e muovendolo senza fargli male. Il cane, infatti, non ragiona come l’uomo, e non è per nulla detto che possa associare la bastonata, al fatto che abbia abbaiato quando non doveva o agito maldestramente. Un cane che subisce percosse, non è fedele all’uomo, ma è solo un suo servitore soggiogato che, quando potrà, gli si ribellerà facendogli molto male, perché userà gli stessi modi che ha imparato dal padrone. Per un cane innervosito o sotto stress, è un gravissimo affronto essere guardato direttamente negli occhi. Il fuggire, invece di restare immobili, è un chiaro invito a farsi attaccare perché gli si è comunicato la propria inferiorità. Invece un cane sereno è come un bambino che ha bisogno di coccole, carezze, premi e, soprattutto, di giocare. Una foto di gruppo ha immortalato il povero Drago, sommerso da una ventina di bambini al settimo cielo. Dopo Drago, è venuto Harry, accompagnato dalla sua addestratrice Ada. Con Harry, l'istruttore Claudio ha mostrato come un cane possa rischiare la propria incolumità pur di difendere la sua padroncina. Claudio si è armato di frusta e protezione delle braccia, e si è avvicinato minacciosamente verso Ada, da quel momento Harry ha abbaiato, mostrato i denti, ha tentato di avventarsi contro Claudio, non gli ha tolto un istante gli occhi di dosso ed appena Ada lo ha liberato dal guinzaglio, senza temere il dolore delle possibili frustate, si è avventato contro Claudio il quale, se non fosse stato protetto, avrebbe fatto una brutta fine.

Dopo questi consigli è seguita una lauta merenda sul prato cosparso di margheritine, quindi c’è stato l’incontro con altri poliziotti a 4 zampe: Brighella, Rosy eViterba che hanno mostrato, sotto le spiegazioni dell’istruttore, come sia e di che colore siano i peli, gli arti, gli occhi e quale sia il comportamento di un … cavallo. Questa enorme “fattoria”, è infatti, la caserma della Polizia a cavallo ed ovviamente è attrezzata per la cura e l’attenzione ai cavalli con cui i poliziotti abbelliscono le vie del centro di Roma o svolgono il loro servizio di protezione e prevenzione della sicurezza e dei pericoli dei cittadini che vivono in Italia. Una sosta è naturalmente stata necessaria dal maniscalco Paolo che stava prestando la sua attenzione al cavallo più anziano (31 anni) di nome P-Carl, un baio di colore marrone con criniera e coda nera, muso a lista detto stella, che era in paziente attesa di essere ferrato. Il maniscalco ha dimostrato ai bambini il taglio delle unghie (effettuato con una grossa tenaglia) e la modalità dell'applicazione del famoso “ferro" di cavallo. Durante queste operazioni, che i bambini hanno osservato ammirati ed attentissimi, non per la presenza di tanti poliziotti, ma per le meraviglie che potevano osservare da vicino, Paolo ha raccontato tanti aneddoti. Ad esempio che in inglese “ferro di cavallo” si dice “horseshoes” che significa “scarpe del cavallo” perché infatti servono a proteggere le unghie del cavallo con cui egli si poggia a terra, proprio come le nostre scarpe proteggono il nostro piede.

Ancora una fermata è stata effettuata al box all'aperto che ospitava tre cavalli: uno piccolo d'età di colore nero, uno con problemi di tendinite e un altro che non ama restare chiuso nella scuderia. L’ultima sosta è stata al box dove i cavalli, sia prima di essere montati che al loro rientro, vengono puliti e strigliati; con l'acqua vengono lavati solo i 4 arti, mentre il corpo viene strigliato con spazzole di plastica. Per l'asciugatura passano sotto un arco con delle lampade calde.

La visita è terminata con una foto di gruppo con P.Carl, molto affettuoso e calmo, con i bambini che gli facevano le feste e lo accarezzavano in continuazione.

I bambini, eccitatissimi la mattina, consci di partire per una visita interessantissima, sono tornati raggianti a scuola, felici per le nozioni apprese divertendosi piacevolmente; nozioni utili soprattutto a salvaguardare la loro incolumità. Hanno avuto così modo di conoscere nuovi amici, a 4 e 2 zampe, che lavorano per la loro salute e serenità: i poliziotti che gli sciocchi dipingono come persecutori, sono i nostri angeli cui rivolgersi nei momenti in cui (speriamo non avvenga mai a questi ed a tutti i bambini) ci si troverà in pericolo o avremo subito dei torti.

A nome di tutti i docenti della “Corrado Melone”, del dirigente della scuola e, credo, a nome di tutti i genitori dei bambini che ci sono stati affidati, desidero ringraziare queste persone che amano il proprio lavoro che è la nostra protezione.

 

 

Iole Mayol

 

 

 

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