Sabato 25 Settembre 2021

Ladispoli Attiva: “Nuovo centro commerciale, anche con Grando nessuna discontinuità”

Venerdì, Luglio 02, 2021 21:23

Il nostro NO a questo centro commerciale sulla via Aurelia non è soltanto sul merito della questione, ma anche sul metodo.

Ad esempio durante il consiglio comunale del 21 giugno la consigliera De Lazzaro ha affermato che l’area sulla quale sarà realizzata l’opera sia stata comprata dalla società proponente in data 23 marzo 2021.

Su questo rilievo Grando ha glissato e ha preferito richiamare l’attenzione sui piani integrati approvati in altri comuni, in pieno stile “mal comune mezzo gaudio”.

Ma se il fatto fosse confermato si tratterebbe di una tempistica davvero curiosa. Non passano che un paio di mesi, infatti, tra l’acquisto del terreno e il momento in cui Grando sposa il progetto della società proponente di farci sopra un centro commerciale, imponendolo agli atti della Commissione Urbanistica. Alla faccia delle altre centinaia di proprietari che, dopo anni di attesa, stanno ancora aspettando le osservazioni alla Variante al PRG, chiuse in qualche cassetto di palazzo Falcone.

Questa operazione denoterebbe un metodo davvero “particolareggiato”, come il piano medesimo. Inoltre non è la prima volta che questa società si dimostra così fortunata.

Ricordiamo bene la storia del campo sportivo, che Piazza Grande comprò e sul quale, con la massima sollecitudine, fu approvato un bel piano integrato con nuove palazzine e un supermercato.

Ci ricordiamo, però, che all’epoca il nostro attuale sindaco si scandalizzò eccome di questo metodo e scese in campo come consigliere per denunciare l’operazione.

Oggi evidentemente ha cambiato idea, giustificando il cambio di rotta unicamente sulla base della considerazione che “così fan tutti”. Anziché dare delucidazioni sul metodo e sulle ragioni alla base delle sue scelte politiche, Grando preferisce lanciare Ladispoli in un’assurda gara con Cerveteri improntata sul consumo di suolo.

Noi invece riteniamo che lo sviluppo della nostra città, e il rapporto con la vicina Cerveteri, possano e debbano ispirarsi ad una competizione virtuosa basata su altri parametri: quantità e cura delle aree verdi, km di pista ciclabile disponibili, efficienza energetica, stato dei marciapiedi, accessibilità dei luoghi alle persone con disabilità, riqualificazione delle aree degradate, riduzione della produzione di rifiuti attraverso meccanismi premianti.

E soprattutto: condivisione e partecipazione dei cittadini ai processi decisionali. Su quest’ultimo aspetto la gestione Grando si conferma gravemente insufficiente.

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